La Web Reputation: come ti vede il popolo di internet?

Il sarcasmo del web è un must... impariamo a dosare sarcasmo e buon gusto!

Oggi affronterò un argomento che è sulla bocca di molti ma che in realtà viene troppo spesso sottovalutato:
la Web Reputation.
Avete mai pensato alla vostra ciberpersona? Cosa pensano di voi gli utenti internet?
Vi pongo alcune domande.

Avete mai pensato quanto il web amplifichi la nostra “voce”?
Pensate che sia un bene?
Avete ragione in parte… la potenza della comunicazione attraverso il web è un arma a doppio taglio!
Troppo spesso sottovalutiamo gli effetti dei contenuti che condividiamo, sulla nostra web reputation ed i danni che ne possono derivare!

Se un tempo quando si parlava di web reputation ci si riferiva espressamente ad un brand prodotto e le attività di comunicazione atte a crearla erano di tipo “one to many” con la diffusione di internet e dei social network il concetto si è fortemente evoluto in primo luogo nel modo di comunicare chè è diventato più umano e legato ad uno scambio di opinioni definito “one to one” ed in secondo luogo si è allargato anche il focus della attenzione del “pubblico” ormai sotto la lente di ingrandimento non c’è più solo il brand prodotto ma anche il brand uomo (per brand uomo intendo l’immagine della persona che è interlocutrice e parte attiva della promozione sul web), quindi oggi non basta più avere il prodotto migliore e meglio presentato, ma si devono anche avere le persone giuste a proporlo!

Ormai viviamo la nostra vita professionale e privata condividendo sul web contenuti di vario genere da quelli legati alla giornata lavorativa oppure aneddoti simpatici e divertenti fino a quelli più toccanti e a volte anche molto privati.
Non entrerò nel merito del fatto se sia giusto o sbagliato mettere in piazza contenuti particolarmente privati anche se io sono dell’opinione che a tutto ci sia un limite e soprattutto personalmente preferisco tutelare la privacy delle persone a me care!

Fatta questa premessa inizio a trattare alcune delle cose che ho notato sul web in questi anni e soprattutto sui vari Social Network.

Da tempo vedo persone che spingono lavorativamente parlando la propria figura come un vero e proprio brand con post oculati e commenti sempre in linea con una vera e propria strategia di marketing, questo permette di posizionarsi nella mente delle persone come un professionista del settore in cui opera e come persona di riferimento e fiducia per quello specifico mercato.

Questa frase riassume come bisognerebbe impostare la propria Web Reputation, non vi preoccupate gli amanti dei post in formato elenchi puntati e numerati verranno accontentati anche questa volta, se continuate a leggere vedrete che a brevissimo comparirà l’agognata scaletta di pillole di saggezza web!

In primo luogo dobbiamo capire che se leghiamo il nostro nome ad un brand quello che pubblichiamo influisce sia sulla percezione che gli altri hanno di noi, che sul “marchio”.

Esempio: Se lavoro per Samsung, nota marca di smartphone, pubblicizzando le qualità del prodotto abbinate al sistema operativo Android, di certo la popolazione del web come minimo mette in dubbio le mie parole se al fondo di ogni post compare la scritta “Inviato da Iphone” (fatto realmente accaduto).

Fa sorridere un errore del genere, ma questi particolari vanno a ledere la credibilità personale e quella del prodotto!

La web reputation passa attraverso tutto quello che esterniamo sui SN, sui nostri blog e attraverso le e-mail che inviamo!

Ora arriviamo al nostro elenco:

1) Sembra ovvio ma pochi rispettano questa regola… non postate foto di cui vi potreste pentire!

Magari farsi raffigurare mentre entrate in questa casa:

[Foto di Fabio Catarozzi] Foto compromettenti o imbarazzanti anche se simpatiche ledono la vostra immagine!

[Foto di Fabio Catarozzi] – Foto compromettenti o imbarazzanti anche se “simpatiche” ledono la vostra immagine!

Altro esempio:
Voi con aspetto palesemente alterato con in testa parrucche improbabili ed in mano immancabili bicchieri colmi di cocktail alcoolici.
Ormai sempre più spesso le persone cercano sul web notizie dei propri interlocutori!
Volete condividere un momento ludico fatelo ma scegliete meglio le foto, volete far vedere che avete brindato a Champagne?
Fate una foto alla bottiglia evitate di comparire con aria allucinata nella foto e soprattutto di essere “taggati” nella medesima!

Se poi siete anche sul WC...

Se poi siete anche sul WC… Foto divertente ma quale sensazione vi da del soggetto?

2) Se lo scopo della presenza sul web e vendere i vostri prodotti/servizi, evitate di “postare” argomenti politici, lo scopo e vendere di più e meglio… non ci interessa di quale fede politica sia il nostro interlocutore giusto?
I soldi dell’uno sono buoni come quelli dell’altro!

[Foto di Cinzia Rui] - Siamo liberi di comunicare ma urlare raramente è la soluzione migliore!

[Foto di Cinzia Rui] – Siamo liberi di comunicare ma urlare raramente è la soluzione migliore!

Ricordate chi legge i nostri commenti o articoli sul blog rimarrà influenzato dalla nostra opinione “partitica” rendendovi più difficile stabilire il focus del vostro obiettivo… proporre la vostra figura come referente di settore!
Non so se lo avete notato ma spesso i discorsi più accaniti nascono proprio su questi argomenti e di certo mai nessuno convince l’altro interlocutore della bontà delle proprie idee!
Quindi è inutile urlare al mondo quali ladrocini ha fatto questo o quel politico se il nostro focus è il marketing del nostro brand!

3) Non condividere a caso notizie sensazionalistiche ed immagini di cattivo gusto trovate sui social network, nel 95% dei casi sono dei “fake” che puntualmente vengono smascherati… con conseguente depauperamento della nostra credibilità!
Quindi un consiglio che vi posso dare è verificare sempre i contenuti che condividiamo, abbiamo il web a nostra disposizione non facciamoci prendere dalla frenesia della condivisione, controlliamo i contenuti e offriamo del valore aggiunto alle persone che leggono i nostri post, anche un solo errore può farci perdere credibilità!

Eviterei di condividere ad esempio:
– La notizia di una multa comminata dall’Unione Europea all’Italia per l’uso del bidet causa di uno spreco ingiustificato dell’acqua.
– Il ritrovamento di un UFO nei ghiacci attraverso Google Earth (vedi video).
– La campagna per boicottare la Barilla con tecniche di disinformazione commerciale.

Questi sono solo esempi di bufale che circolano… pensate però se voi foste un professionista del settore gastronomico l’impatto che potrebbe avere sulla vostra reputazione il fatto di aver condiviso la bufala sulla Barilla!

Giusto per prenderci meno sul serio… Il video dell’ufo nei ghiacci! 😉

4) Non postate a casaccio concetti differenti legati al vostro lavoro, studiate una linea di condotta e mantenete una direzione, è inutile scrivere un articolo sulla dannosità dei cibi OGM un giorno e dopo due, scrivere invece un “post” su quanto potrebbero tornare utili i cibi OGM per debellare la fame nel mondo!
Se noi siamo referenti di settore avremo le idee chiare su cosa stiamo proponendo ed in che modo… Giusto?
Dimostriamolo e diamo sicurezza a chi ci sta intorno, certo se nell’evolversi delle tecnologie notiamo dei cambiamenti ed abbiamo le prove di ciò a quel punto possiamo anche cambiare idea ma non dimentichiamoci di citare vecchi punti di vista e il perché di tali cambiamenti di opinione!
Questo eviterà di far cadere in confusione l’utente che ci segue!

5) Ultimo aspetto ma non per importanza, fate in modo di condividere i valori che “pubblicizziamo” prima di tutto con le persone vicine (ad es. dipendenti dell’azienda, ecc.) veri testimonial del nostro percorso di “personal branding”!

Arrivati a questo punto avete abbastanza materiale per meditare su come state effettivamente operando.

Ci sarebbero diversi altri aspetti da affrontare essendo un argomento complesso e dalle mille sfaccettature…

Vi invito quindi se avete domande in merito ad argomenti non approfonditi nel presente articolo o altri esempi che volete condividere con tutti a scrivere nel form dei commenti al fondo dell’articolo sempre aperto a tutti!

[Scritto da Daniele Catarozzi]

Fonti citazioni e approfondimenti:

6 Comments

  1. Buongiorno Daniele,

    condivido quanto scrivi e come al solito sei sempre molto chiaro.

    Fare tesoro dei suggerimentI da te indicati e cosa buona e giusta ma rimane l’ amarezza quando, scrivendo un commento in buona fede che esprime i tuoi pensieri, rispettando gli altri e con l’ etica necessaria si riceve un feed back poco cordiale o ancor peggio offensivo. Quasi mirato a censurare il pensiero che hai pubblicato.

    Grazie sempre per gli interessanti spunti di riflessione che offri al sottoscritto.

    Buon lavoro.

    • Buona sera Alessandro,

      sono contento che gli articoli che proponiamo ti siano di aiuto.

      Per quanto riguarda il problema che esponi devo ammettere che capita piuttosto di frequente sul web… io stesso sono stato a volte dal lato della barricata della persona che in buona fede vuole interagire e magari informarsi, ma che suscita astio per qualche motivo (che comprendo magari sono successivamente) e da quello del detrattore che tende a salvaguardare alcuni concetti che reputa importanti a volte facendo un poco la voce grossa (anche se non è proprio la linea che preferisco).

      Sul web la comunicazione ormai è molto simile alla vita sociale off-line ma più amplificata, l’avvento dei social network ha messo in comunicazione persone che prima non si parlavano o molto difficilmente si sarebbero parlate… frequentiamo dei gruppi che sposano visioni, concetti, idee ed esperienze differenti.

      Quando si partecipa a delle discussioni in un gruppo bisognerebbe sempre prima cercare di capire se ci sono degli argomenti che magari sono mal visti perché in antitesi con delle teorie sposate dalla community, per intenderci se mi voglio informare su una dieta vegana non vado a postare un commento del genere

      “interessante… le verdure fanno bene ma non sentite la mancanza della carne?”

      Altro esempio off-linepotrebbe essere:
      decido di fare un viaggio in Giappone e non mi informo sulle loro usanze… Entro in casa con le scarpe e mi soffio il naso in pubblico… come minimo mi buttano fuori di casa…

      Quando mi è invece capitato di impormi un poco più con forza è perché ho reputato alcuni argomenti in qualche modo lesivi per categorie di persone o fuorvianti!

      Comunque se posso cerco di essere diplomatico sia in un caso che nell’altro! 😀

      • Indubbiamente la diplomazia è l’ unica strategia da adottare per ottenere un risultato positivo reciproco.

        La pazienza, altra caratteristica da sviluppare in alcuni casi, è sinonimo di intelligenza!

        • Alessandro, la pazienza è una virtù questo è assodato, ma è sempre troppo legata ad eventi e situazioni…
          Mi è capitato di avere a che fare con clienti che interpellati in alcuni momenti sono risultati estremamente scortesi e poi in altri particolarmente affabili e collaborativi.

          Forse in momenti di tensione e frenesia tutti possiamo essere scortesi!

          C’è da dire che ormai i ritmi di vita sono stati talmente accellerati, che a volte, magari sbagliando, liquidiamo in malo modo alcuni interlocutori, perché gli eventi o il momento non sono consoni alla situazione, oppure perché per noi in quell’istante è futile l’argomento… soprattutto quando abbiamo problemi che reputiamo a maggiore priorità da risolvere!

          A volte penso che alcuni imprenditori siano scortesi, poi immagino invece che hanno un accertamento in corso, o altri problemi… il cliente che non ti paga, la banca che vuole rientrare dei fidi… la spedizione internazionale bloccata per qualche motivo… io chiamo e mi cassano in malo modo!
          Può capitare fa parte del gioco… Non scandalizziamoci troppo!

          • Daniele, devo dire che il sottoscritto, ormai da anni, non si scandalizza più di niente! anche a me è successo di ricevere scortesia da qualche cliente ma come dici tu probabilmente in quanto preso da altri pensieri prioritari.
            Ecco perché credo che la pazienza sia sinonimo di intelligenza: aiuta ad agire con moderazione e a capire se quella scortesia è contingente al momento particolare in cui la riceviamo.

            Ovviamente anche noi possiamo essere scortesi con il cliente in momenti poco positivi o pieni di priorità ma la pazienza sinonimo di intelligenza favorisce la comprensione quindi la ripresa del dialogo.

            Posso sbagliarmi, ma il confronto con te è stimolante.

          • Daniele Catarozzi 2 ottobre 2013 at 10:59

            Alessandro, il piacere è reciproco!

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